Farfalla

titolo

- A cosa pensi?
- Ora, in questo preciso momento?
- Sì.
- Guardo, rifletto.
- Indubbio.
- Ma?
- Al miele.
- Mm?
- Possibile che alle api non cada neppure un pungiglione tra una cella e l'altra, minuscole, e poi via, di corsa verso l'uscita, un posto al sole ed uno stame inebriante?
- Claro.
- Dovrebbero scriverlo nelle avvertenze: attenzione - pericolo, faraglioni.
Farfalla

shaky- things we say



Era all’incirca così, so and so, svenevole d’aria fina ma, è risaputo, l’amore è cieco ed il mondo un guscio im-perfetto. All’apparenza. Sì, attendiamo giorni migliori, inutile sbracciarsi in perpetua tenzone, o ammantarsi di sterile bel far.
Così l’intenso immaginare potrà scovare quei trucchi che se una gioia concepisce, di quella gioia sola arrossirà. E tutto ciò che ora si mostra appena pallido, indistinto come lontani mondi velati da nebbie leggere, assumerà all’improvviso consistenza, un sapore.
Orsù, rompiamo il ghiaccio. Leviamoci il cappello e, piegando il ginocchio, si dirà essere troppo breve il tempo della vita per indugiare ancora.
E se pur sia ancor schiavo della vita, il pensiero, e la vita mero trastullo del tempo, peseremo l’uno e l’altro fino all’ultimo grammo.
Farfalla

Sunset Blvd.



Mary Pickford (used to eat roses)
Thought that they'd make her beautiful and they did,
One supposes.

Douglas Fairbanks, he was so handsome,
He wore a moustache,
Must-a had much cash, too,
Worth a king's ransom,

Charlie Chaplin, he was invited,
When these artists became united.
When these artists became united.

David Griffith worked as an extra,
Then as a stagehand,
Until they let him be
A director

Dave was brave, a mover and shaker,
A true pioneer,
He seemed to show no fear,
A real film maker

Just like Chaplin, he was invited,
When these artists became united.
When these artists became united.

They tied the knot together,
Groom and bride couldn't hide their pleasure.
They tried to pick fair weather,
But love died, didn't last forever.

Mary Pickford used to eat roses,
Thought that they'd make her beautiful and they did,
One supposes.

Douglas Fairbanks, he was so handsome,
He wore a moustache,
Must-a had much cash too,
Worth a king's ransom.

Charlie Chaplin, he was invited,
When these artists became united.
When these artists became united.
When these artists became united.
(Katie Melua)
Farfalla

Sunset Blvd.


Prendete nota: da sempre Norma Desmond, la famosa attrice del cinema muto.
- E da sempre regale, al contrario di Hollywood, che è diventato un caravanserraglio di voci ed il più misero imbonitore da circo saprebbe far meglio.
Volete mettere il mio profilo? Mr. De Mille, vuole procedere con questo piano sequenza?
Ecco, la prima ed ultima regina, inchiodata al sipario, perfetta.
La favorita degli harem, la perla dei nababbi. Avrei solo voluto conoscerli meglio.
Ma le donne devono imparare a svezzarsi in fretta.
E meglio che oggi non esca senza piume.
Farfalla

the flying boo

(...)
See! See! Ha! Ha! How the dazzling streets
Are empty from end to end
With only a cat with a splinter through its heart,
And an arm where the railings ends.
And the sailor threw back his head and laughed
In a way that was loud and torn,
And even his mother would never have guessed
That his face was the face of her son.

And over his mind like a flutter of leaves
His scare-crow memories fell
And the light in his eye was the wrecker’s light
That burns on the wharves of hell.

And his dance was a scar-crow dance,and his feet
Clashed loud on the streets of glass,
And his bones shone red and wew sticky with his blood
While he signed for the ships to pass.

And the ships of brick and the ships of stone
And the charcoal ships lurched by
While his footsteps clashed on the frozen waves
That shone to the scarlet sky.

While raised aloft and for’ard of his heart
Like a small, bright figurehead,
Lay the babe in the crib of his bowsprit arm,
Asleep like a babe in bed.


Guarda, che strade radiose
vuote da un capo all'altro,
giusto un gatto con una mina nel cuore,
la zampa dove termina la cancellata.”

Il marinaio gettò indietro la testa
e rise in modo sonoro,
perfino sua madre non avrebbe potuto
dire che il viso era del figliuolo.

Sopra la testa in un turbine di foglie
gli svolazzavano memorie-scherno,
la luce negli occhi era quella del naufrago
che brucia sulle banchine dell’inferno.

Ed era da fantoccio, la danza, e i piedi
risuonavano su strade di specchi infranti,
e splendevano del suo sangue le ossa
mentre fa cenno a navi di farsi avanti.

Bastimenti di mattoni e di pietra
e boccheggianti a carbone,
echeggiavano sulle gelate onde
sotto un cielo di passione.

Mentre gli pulsava forte il cuore
piccola, lucente polena,
dorme il bimbo nella culla del braccio
come ogni altro senza pena.
Farfalla

Natale era..

Natale era la garanzia dell’immunità oppure il tamburo rullava a vuoto.
Con una certa innocenza, l’anestetico ideale.
Natale era la gonna rossa scozzese e quelle dopo, nessuna la ricorda.
Natale era il credere a qualcosa di bello, ancora da scrivere per intero, smarrita la parola ‘fine’, e non già a silenzi sotto pelle, nelle vene trasparenti come vetro,
Farfalla

Natale era...

(continuando un post...)

Natale era una piramide quasi perfetta di pesche dolci, rosse d'alchermes e picchiettate di zucchero, con un dito di crema a sigillarne il mezzo, nella stanza più fredda in calma attesa.
Natale era la nebbia pesante dietro cui perfino i pioppi impallidivano. Ed i tabarri, appesi sull'uscio delle cascine, come anime morte.
Natale era l'incontro tra chi stava lontano e perciò dissimile - vestiti, abitudini, modi di parlare, ed i restanti, domeniche ordinarie.
Natale era il bollito con almeno tre tipi di carne e la salsina verde ad accompagnarlo.
Natale erano le stanze gelate dove il fiato s'aggrappava alle cortina delle tende candide, sostando i cappotti.
Natale era la tombola con i fagioli, flaneur sfaccendati.
Natale era chiedersi se fosse meglio l'albero oppure il presepe, mancando comunque pezzi sia all'uno che all'altro.
Natale era un tempo meraviglioso che durava sempre troppo poco. Ed un minuto in più.

Natale erano le palline balbuzienti che sfrigolano nei giardini,disvelate in quella sola occasione e, proprio per questo, fascinose.
Un vero trip metafisico, se solo osavi seguirne le pulsazioni.
Ben prima di ogni qual Santa che fingesse di scavalcare terrazzi e poggioli, le prime avvisaglie d’un count down oramai possibile.
Se già, non lo fossero stati i calendari, le agende e gli omaggi, in genere di poco valore al di là del pensiero, donati ai clienti.
E, rigorosamente, ogni categoria professionale, il suo.
Specchietti da borsetta, la parrucchiera che certo brillava in fantasia, spassionatamente decisa nell’addomesticare selve e similari, abbarbicandoli in certe cofane sulle quali potrei ancora aver qualcosa da ridire.
Taglierini di legno e coltello, il salumiere. Laddove, l’attenzione era tutta catturata da certe latte di ferro coi bordi come rasoi. Sbirciandovi dentro, capitoni, sgombri, anguille in salamoia, se l’odore ipersalino non v’avesse già sbattuti al tappeto. Per amor di verità, era uso mangiarli come antipasti, non altro, malgrado gli vengano riconosciuti doti pre-blue.